La vita va sempre… #DiMaleInBini!

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Vi presento Stefano Bini!

Qualche giorno fa il mio vecchio amico e collega Stefano Bini mi ha telefonato per raccontarmi la sua ultima e innovativa idea: fare gli scherzi telefonici ai Vip! Lo so, vi starete sicuramente chiedendo quello che mi sono chiesto io in quel momento: “E che cavolo si è inventato?”. Però, guardando e riguardando gli scherzi e avendo letto l’infinita lista di Vip che cadranno nella sua trappola, mi sono subito ricreduto, anche perché c’è modo e modo per scrivere e condurre un format e Stefano la sa lunga… La voce sta girando, le visualizzazioni e gli iscritti al suo canale YouTube sono in aumento, il successo è dietro l’angolo! Ho avuto anche la fortuna di visionare in anteprima uno scherzo che Stefano posterà nei prossimi giorni, volete sapere a chi? A Lele Mora! Il web ne vedrà delle belle, anzi, delle Bini!

Buona lettura e buona visione! 😉

Lo scherzo ha una tradizione lunghissima e se ne sono viste e sentite di tutti i colori. Cosa aggiungerà il tuo format ad uno schema più che collaudato?

Aggiunge principalmente una cosa: l’unione tra lo scherzo radio (vedi Rds), tv (vedi Scherzi a Parte) e web (vedi Frank Matano). Per tanti sarà una cosa eccelsa, per altri una stupidaggine, fatto sta che nessuno aveva ancora pensato a degli scherzi telefonici ai vip, da mettere su Youtube. Io mi diverto tantissimo, spero di far sorridere anche chi guarda. Per ora, tutti pareri positivi e qualche consiglio migliorativo. Avanti così!

Perché hai scelto il web?

Perché è l’unico canale in cui non mi sono mai affacciato. Ho fatto radio, tv, scrivo per importanti testate, ma il web era un mondo sconosciuto per me. Ho pensato bene prima di azzardare un progetto; ci ho pensato tre mesi, ho scelto un paio di validi collaboratori, ho buttato giù nomi e idee, ed eccomi qua: tutti ne parlano. Sono felicissimo.

Non hai paura di essere ripetitivo?

Non c’è il problema che lo sia. Sono un giornalista, un autore, un creativo, quindi è mio obbligo fare in modo che tutto ciò che creo non sia monotono e ripetitivo. Ho cercato e cercherò di trovare spunti inediti, e poi ho scelto personaggi con i quali non si ha a che fare tutti i giorni. Promesso, non ci si annoierà!

Ho visto e rivisto i tuoi primi due scherzi telefonici: Francesco Facchinetti sei riuscito a irritarlo per bene, anche perché lo hai beccato in un momento dove sembrava molto preso dagli impegni. Con Davide Parenti è andata in maniera diversa: ho avuto come l’impressione che ti abbia preso alla sprovvista. Non pensi che sia troppo azzardata tutta questa “improvvisazione”?

Quando ero piccolo, mi sceglievano sempre per fare il protagonista della recita di fine anno scolastico, senza che io mi proponessi. Così alle medie, come agli eventi delle superiori. Sono gli altri, e poi in seguito guardandomi dentro, che mi hanno fatto capire la mia dote d’improvvisazione. In situazione belle, brutte, imbarazzanti, so sempre cosa dire, senza passare da stupido o qualunquista. Dote difficile, ci ho lavorato molto nel corso degli anni. Nel mio settore, se non sei squalo, viene mangiato dagli squali, e io non sono proprio il tipo che non combatte. Come sanno molti addetti ai lavori.

Sei un conduttore, autore e giornalista molto noto nel mondo dello spettacolo e la tua voce è molto riconoscibile. Non hai paura di essere scoperto prima o poi da qualcuno?

Il pericolo c’è. Ho una voce riconoscibile perché particolare, impostata e chiara. Come dicevamo prima, l’improvvisazione è alla base dello scherzo. Poi, se devo modulare verso una voce femminile, stridula o da macho per non farmi riconoscere, lo faccio. Di tutti i nomi che ho buttato giù, Lucio Presta è quello che temo mi possa riconoscere. Se lo dovesse fare, ho già in serbo un escamotage buffissimo.

Ho notato che alle tue “vittime” non comunichi quando stai per terminare la conversazione che si tratta di uno scherzo. Perché questa scelta editoriale?

Facendo così, lo scherzo è vero fino in fondo. Non glielo comunico neanche dopo, lo vengono a scoprire da giornali e siti web. Questo potrà apparire non giusto, ma è bello sentire le vittime che ti chiamano e ridono con te, ti bastonano o ti riempiono di complimenti.  Del centinaio di nomi, il 10% sono amici, l’80% conoscenti, il restante sono persone che ho reperito tramite amici. Se lavori bene e sei rispettato, avrai sempre un feedback positivo dal prossimo.

Tra i vari Vip hai colpito anche la zia Mara. Come ti ha trattato appena le hai detto che si trattava solo di uno scherzo?

Non gliel’ho detto. Durante la call è stata simpaticissima, ha capito che era uno scherzo ma è andata avanti. Questo rappresenta un imprevisto ma se lo sai gestire viene fuori un siparietto con i fiocchi. Mara Venier è fantastica!

Beppe Caschetto si dice sia una persona inarrivabile e scontrosa. È davvero così? Come lo hai approcciato?

Sfatiamo un mito: Beppe Caschetto è forse un po’ burbero di carattere, ma è un manager che sa essere anche simpatico e spiritoso. Dalla colazione al bar alle chiamate, con me è sempre cordialissimo e gentile, più di una volta gli ho strappato una risata  e questo mi fa davvero piacere. Il suo scherzo è stato divertente perché ci è caduto. Sapevo che toccandolo nel vivo lavorativo, avrebbe reagito in maniera energica e puntuale. Chi avrebbe avuto il coraggio di fargli uno scherzo? Tutti lo temono ma in fondo è una persona buonissima. Per quanto concerne la sua professione, ognuno lavora come vuole e con chi vuole.

Quanti altri Vip inconsapevoli di ricevere un tuo scherzo telefonico sono in programma? Già che ci sei anticipami qualche nome…

Abbiamo vecchie glorie e personaggi attualissimi. Si va da Wilma De Angelis a Shade. Ti ho detto già troppo!

Con #DiMaleInBini sei partito dal web: dove ti piacerebbe arrivare?

Questa è l’occasione per far osservare una cosa: nelle inquadrature, c’è sempre una foto di Raimondo Vianello, Mike Bongiorno e Corrado. Loro sono i miei miti, oltre a quelli moderni come Conti, Amadeus, Scotti, Bonolis, Cattelan, D’avena e Cuccarini. Ho 32 anni, ho iniziato questo lavoro a 16 in una piccola radio e tv locale. Mi sono fatto la sana gavetta che mi ha permesso di approdare in realtà come Rai, Mediaset, Unicef, 3zero2, Conde Nast e altre. Sento che è il momento giusto per fare un salto di qualità. Voglio continuare a scrivere per testate importanti, ma anche tornare a fare l’autore e il conduttore in radio e tv. Sento la necessità di esprimermi, infatti sto parlando con alcuni manager per un’assistenza manageriale. Chi percepisco credere più in me, quella sarà la direzione. Speaker in radio e autore in tv, questi due sarebbero i ruoli che mi permetterebbero di sfruttare al massimo la mia immaginazione e creatività. Davide Parenti pochi mesi fa mi ha detto che ho una voce da stronzo, un volto che funziona, ma non per fare la iena. Mica si può essere perfetti!

Una persona che porti professionalmente nel cuore.

Franchino Tuzio. Per due volte dovevamo lavorare insieme, per due volte ho scelto di andare all’estero o gettarmi su un’altra avventura che mi avrebbe dato lavoro a strettissimo giro. Due anni di contatti, di messe insieme alla parrocchia di Segrate, di “minghia, ma tu sei una bbbbomba”, di lotte repentine per sconfiggere un brutto male. Anche io ho combattuto lo stesso male, ma il buon Dio mi ha tenuto in vita. Prima di morire, ha voluto che io avessi il numero di Graziella Lopedota, ora alla guida dell’agenzia, e Lorenzo Suraci, patron di Rtl 102.5 con il quale desidero lavorare da anni. Con la prima sono in contatto, per il secondo non ho la più pallida idea di come approcciarmi. Per me, la sua perdita è stata straziante.

Se ti dicessi “pensa a una cosa”, qual è la prima che ti viene in mente?

Serietà. Faccio questo lavoro con la massima serietà perché ci credo, perché lo sento, perché mi sono perfezionato nel corso degli anni per non deludere il prossimo nella vita e nel lavoro, perché ho avuto accanto persone che ne sapevano centro volte più di me e dalle quali ho assorbito come una spugna: Gigi Reggi, Lucio Presta, Valter Delle Donne, Maria Antonietta Spadorcia, Claudio Brachino, Alessandro Banfi, Alan Patarga, Valter Zicolillo, Guido Confalonieri, nomi noti e meno noti ma di abnorme professionalità.

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